La storia di Firenze in breve

La storia di Firenze ha radici profonde che risalgono a migliaia di anni fa. Studentsville vi fornirà una breve panoramica storiografica di Firenze: dal Medioevo al Rinascimento, il periodo che più di tutti ha reso famosa la città di Dante in tutto il mondo.

La storia di Firenze, che inizia ufficialmente con la fondazione della colonia romana Florentia nella metà del I secolo a.c., ha origini ancora più antiche. 

storia di firenze

Alcuni secoli prima dell’arrivo dei Romani da Sud gli Etruschi – un popolo ricco e all’avanguardia (originario del centro Italia) –  creano un avamposto sulle colline dell’odierna Fiesole. In quel periodo la valle dell’Arno è ancora una grande palude, pericolosa per la salute dell’uomo ed inaccessibile.

Nel 218 a.c. Annibale, il grande nemico di Roma, invade l’Italia e attraversa la vallata con l’esercito Cartaginese. I suoi soldati vengono uccisi dalle malattie e Annibale perde un occhio. Nessun soldato dell’esercito romano, però, lo insegue nella pericolosa palude:  i  sogni di conquista di Annibale, anche se ancora per poco, non si arrestano.

La fine dell’odierna Toscana, chiamata Etruria, avviene solo sotto il dominio latino dei Romani nel II secolo a.c. .

La storia di Firenze comincia ufficialmente nel 63 a.c.: durante la guerra civile Catilina, un nobile ambizioso, cerca di conquistare il potere supremo. Purtroppo, però, la sua armata viene sconfitta nei dintorni di Pistoia.

Faesulae (oggi Fiesole), che sostiene Catilina, viene distrutta e i sopravvissuti vengono deportarti dalle colline alla valle dove i Romani hanno appena creato un villaggio fortificato: Florentia.

Perché questo nome “Florentia”? (nome latino dal quale derivano Florence, Florencia, Florenz, Florencij e altri nomi della città). Forse perché il fondatore leggendario della città era il centurione Fiorinus?

In latino Florentia significa “città dei fiori” o “città che fiorisce”. Il nuovo villaggio, situato lungo una valle fertile (i Romani hanno asciugato la palude), cresce velocemente, fiorisce e prospera per molti secoli fino all’arrivo dei barbari. Florenzia sopravvive all’invasione e alla caduta dell’Impero. Solo dopo l’anno 1000 d.c. è capace di riprendersi del tutto dalla decadenza dei primi secoli del Medioevo.

L’evoluzione del comune di Firenze nel Medioevo

Nel tardo medioevo Firenze acquisisce nuovamente la sua importanza economia e la sua autonomia amministrativa. Nel 1115 diviene un comune consolare.

La Firenze medievale è uno dei più grandi “comuni” (città libere o stati liberi), elegge le proprie istituzioni e i propri leader, pur continuando a giurare fedeltà al Papato e al Sacro Romano Impero.

In questo periodo le famiglie più nobili e ricche, animate da interessi politici e personali, si contendono il comando della città. Nel tredicesimo secolo comincia il grande scontro tra sostenitori del Papato (Guelfi) e partigiani dell’Impero (Ghibellini); per decenni Firenze è teatro di guerre civili: le famiglie dei Ghibellini vengono sconfitte ed esiliate (viene ordinata la distruzione dei palazzi dei Ghibellini per lasciar spazio alla costruzione del nuovo municipio e della sua piazza, che oggi conosciamo come Piazza della Signoria). Ben presto, però, i Guelfi stessi si dividono in due fazioni e cominciano le battaglie interne.

Economia di Firenze

Tempi, sì, di scontri ma anche di prosperità: Firenze diventa sempre più ricca e densamente popolata grazie alla formazione di un nuovo ceto, i mercanti.

I mercanti si legano all’antica aristocrazia grazie a politiche patrimoniali ed entrano nel circuito degli scambi europei. Nel 1252 l’apice: i mercanti fiorentini coniano il fiorino d’oro che per due secoli diventa la moneta di riferimento negli scambi internazionali. Il culmine economico vero e proprio si ha, però, nel Trecento: le imprese bancarie prestano denaro ad alto tasso ai papi di Avignone ed ai sovrani di tutta Europa.

Tra Duecento e Quattrocento prendono piede diverse compagnie mercantili: fra ‘200 e ‘300 hanno un ruolo dominante Bardi, Peruzzi, Acciaiuoli, Frescobaldi e Spini; negli anni ’40 del Trecento si affermano Alberti; e poi a seguire Uzzano, Sassetti, Martelli; e nel corso del XV secolo Strozzi, Pazzi, Serristori, Rucellai, Medici, Capponi.

Firenze nel Medioevo Vita Urbana

La vita urbana nella Firenze medievale è caratterizzata, dunque, da un forte ricambio sociale: la popolazione della città cresce fortemente grazie ai flussi di persone provenienti dal contado, spesso provvisti di capitali ma con un forte spirito d’iniziativa: sono frequenti nel corso del ‘300 e del ‘400 casi di famiglie di modesta origine che nel corso di un paio di generazioni riescono ad avere un’ascesa tale da scalare la fascia più alta della piramide sociale.

Firenze tra Medioevo e Rinascimento

Tanta floridezza economica e tanti nemici: Firenze acquisisce nuovi amici, quelli più agguerriti sono (le città di) Arezzo, Pistoia, Pisa e soprattutto Siena. Firenze è a maggioranza “Guelfa” mentre le altre città sono “Ghibelline” e si alleano, quindi, con le fazioni ghibelline di Firenze.

Nel 1260, dopo la grande sconfitta di Montaperti, Firenze viene sconfitta ma riesce comunque a contrastare il potere di Siena. Nel 1289 Arezzo viene conquistata nella battaglia di Campaldino, a cui partecipa anche il sommo poeta fiorentino, Dante Alighieri (1265-1321).

Dante, poeta e scrittore, prende parte attiva alla vita politica di Firenze. Dopo la sconfitta della sua fazione è però costretto all’esilio. Nel suo capolavoro “La Divina Commedia” ritroviamo molti personaggi, eventi legati a quei terribili momenti.

Un’era di conflitti: tra gli abitanti fiorentini e le famiglie immigrate dalla campagna (il famoso ‘contado’), tra i nobili e i commercianti; tra ricchi e poveri; tra operai e padroni (ad esempio, durante il ‘tumulto dei Ciompi’ del 1378).

Nel frattempo una forte, astuta una casata di banchieri sta accrescendo il proprio potere e ricchezza fino a diventare la famiglia al governo di Firenze nel 1434: ovviamente stiamo parlando de i Medici, padroni assoluta della città fino al 1743 (anno della morte di Anna Maria Luisa de’ Medici), se si escludono i brevi periodi di rivolta popolare e di restaurazione della Repubblica di Firenze (anni 1494-1512 e 1527-1530). (Nota bene: nel corso del quindicesimo secolo Firenze nominalmente si può considerare una repubblica ma il potere è nelle mani della famiglia Medici.)

Il membro più importante di questa famosa dinastia è Lorenzo il Magnifico (1449-1492) che governa la Toscana per circa mezzo secolo, ed è il primo principe italiano del Rinascimento, mecenate, scrittore, poeta, umanista, uomo politico e alfiere dell’Umanesimo. Rispettato da tutti, è un grande diplomatico,  in grado di mantenere una delicata pace tra Stati. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1492 (stesso anno della scoperta dell’America), i nemici dei Medici si scontrano per diventarne i successori.

(È in questo periodo che il nome medievale Fiorenza comincia ad essere sostituito dal moderno “Firenze”)

La politica culturale di Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico (1449-1492)

  • Leonardo Firenze (1469-1482):

Il periodo fiorentino di Leonardo va dal 1469 fino al 1482, quando si trasferisce a Milano presso la corte di Ludovico il Moro (Leonardo ritorna a Firenze nel 1501 ma nel 1505 è di nuovo a Milano).
Durante il soggiorno a Firenze il legame tra Leonardo Da Vinci, uno dei più grandi geni del Rinascimento, e la famiglia Medici è molto stretto. Verrocchio – il maestro di Leonardo – fa parte, d’altronde, della cerchia di artisti protetti da Lorenzo de’ Medici, vero e proprio mecenate.

  • Sandro Botticelli, pittore della famiglia Medici

Sandro Botticelli è il pittore per eccellezza della famiglia Medici e compare anche nel poemetto satirico “Il Simposio”, scritto da Lorenzo il Magnifico tra il 1473 e il 1474, circa:

«Botticel, la cui fama non è fosca,
Botticel, dico Botticello ingordo,
ch’è più impronto e più ingordo d’una mosca
oh di quante sue ciance mi ricordo!
S’egli è invitato a desinare o cena,
quel che l’invita non lo dice a sordo:
va Botticello, e torna botte piena.»

I Protagonisti

La Repubblica Fiorentina di Girolamo Savonarola: Girolamo Savonarola (1455-1498), uno zelante monaco domenicano, cerca di moralizzare le abitudini dei suoi concittadini denunciando la decadenza, corruzione della Chiesa, ceriticando anche ai governanti. Nel 1494, dopo la cacciata di Piero di Lorenzo de’ Medici detto il Fatuo e dopo la rivolta popolare con il saccheggio di Palazzo Medici, il frate domenicano si impossessa del potere cittadino. Sono gli anni della restaurata Repubblica di Firenze: la Repubblica Fiorentina di Savoranola.

Un governo breve, quello del frate predicatore: nel 1498, con il risorto partito dei Medici, viene arrestato, processato per eresia e giustiziato in Piazza della Signoria nel 1498. I Medici tornano a Firenze, per poi essere di nuovo espulsi dalla città. Firenze rimane coinvolta nelle sanguinose guerre di Francia e Spagna: entrambe vogliono controllare l’Italia. Cesare Borgia, un principe violento figlio di un papa corrotto, cerca di conquistare la città fallendo nel proprio intento.

Niccolò Machiavelli (1469-1527) –  famoso storico, filosofo, scrittore, politico e drammaturgo – è il secondo cancelliere della Repubblica Fiorentina dal 1498 al 1512. Usa la sua figura come ispirazione per scrivere il suo trattato di dottrina politica,  “Il Principe”.

Dopo anni di conflitti Firenze viene conquistata dall’armata di Carlo V di Spagna nel 1530. Nulla possono le nuove tipologie di difesa costruite dall’artista Michelangelo (1475-1564), la città è costretta ad arrendersi.

I Medici riescono poi a riprendersi il pieno potere: Cosimo I de’ Medici (1519-1571) diventa il nuovo duca, un principe astuto ed intelligente, un alleato leale della Spagna (ma non un fantoccio politico).

Nel 1555 il Duca di Firenze conquista finalmente il nemico storico di Firenze, Siena, e diventa “Granduca di Toscana”.
Nei due secoli successivi Firenze conosce un periodo di pace e di prosperità fino a quando l’ultimo dei Medici non muore, senza lasciare eredi, nel 1737. I nuovi governatori, la famiglia Lorena (di origini austriache), varano riforme “illuminate” – sotto l’influenza dell’Illuminismo: vietano la tortura e nel 1785 aboliscono la pena di morte (la Toscana è il primo stato al mondo ad abolire la pena capitale).

Dopo la Rivoluzione Francese Firenze finisce sotto il dominio Napoleonico per quindici anni: coinvolta in guerre, ribellioni, annessa provvisoriamente alla Francia.
Durante la Restaurazione, il tentativo di ritorno all’Ancien Régime, la famiglia Lorena riprende il potere, ma i tempi stanno cambiando… molte persone da tutta la nazione cominciano a combattere per l’indipendenza e l’unità dell’Italia e anche a Firenze i patrioti non mancano.

Durante la Prima Guerra d’Indipendenza (1848-1849) molti studenti, insegnanti nelle università di Firenze, Siena e Pisa combattono e perdono le loro vite (la battaglia di Curtatone e Montanara).

Nel 1859 i Lorena vengono espulsi, Firenze si unisce al neonato regno d’Italia.

Nel 1865 la capitale viene spostata da Torino a Firenze fino alla liberazione di Roma nel 1870. In quegli anni le mura medievali vengono abbattute, il territorio cittadino si espande, il capoluogo toscano si industrializza.

Dopo gli anni della Prima Guerra Mondiale a Firenze si verificano scioperi, tumulti con protagonisti Fascisti e Antifascisti (in maggioranza Comunisti). Durante la Seconda Guerra Mondiale Firenze è occupata dalle truppe tedesche per un anno. La città non viene pesantemente danneggiata ma tutti i ponti storici (ad eccezione di “Ponte Vecchio”) vengono distrutti.

Dopo la guerra Firenze diventa una delle aree d’Italia maggiormente avanzate, ricche, nonché meta turistica molto apprezzata, popolare tra gli stranieri (soprattutto americani).

Nel 1966 il grande disastro: la terribile alluvione del fiume Arno. L’acqua inonda il centro della città e danneggia pesantemente i tesori artistici di Firenze. Grazie al lavoro dei fiorentini, dei volontari Firenze si rialza ancora una volta e torna ad essere una delle città più belle del mondo.

Altri argomenti:

Le Mura Antiche

“Firenze, figlia di Roma” non è solo un mito medievale: la Colonia romana “Florentia” venne fondata intorno al 59 a.c. e fortificata, come tutte le altre colonie, nella parte settentrionale dell’Arno, in collegamento con l’antica Via Cassia.

La Quinta Cerchia
A partire dal dodicesimo secolo è necessario un ampliamento delle mura. I villaggi fuori dalle mura in forte crescita colonizzano il territorio circostante, prendono i nomi delle chiese o dei monasteri vicini: Borgo San Lorenzo, lungo via Cassia verso la Basilica Ambrosiana; Borgo di Balla verso la campagna di Cafaggio; Borgo San Remigio, a est della chiesa con lo stesso nome; Borgo San Piero (lungo l’odierno Borgo degli Albizi) fino al monastero di S.Pier Maggiore; Borgo di Campo Corbolini a ovest. Anche sull’Arno nascono molti villaggi.

Le Nuove Mura
Durante un periodo di pace tra le fazioni della città viene creata la nuova cerchia muraria. Nel 1284 le nuova mura vengono progettate da Arnolfo di Cambio, i lavori cominciano nel 1298 e vanno avanti con lentezza e irregolarità.

Oltrarno
Torniamo alle origini… al primo stabilimento, l’ Oltrarno: costruito in epoca romana lungo la Cassia Nova, all’incrocio tra Pisa e Volterra, all’estremità meridionale (caput Pontis) del ponte chiamato poi “Ponte Vecchio”.

Piazza S. Lorenzo
Una delle piazze più belle di Firenze. Bella? Splendida! Molto frequentata, piena di vita, impreziosita, un museo a cielo aperto: la Basilica ospita opere di Michelangelo, Donatello e Brunelleschi.

Il mercato e i suoi banchi sono lì dal 1400, i mercanti itineranti potrebbero essere arrivati anche prima.

La Storia di Firenze: Firenze nelle serie TV, al Cinema, nella Letteratura

La storia di Firenze rivive su schermo e su carta. Il capoluogo toscano, con i suoi paesaggi suggestivi e le sue opere d’arte, è il set naturale di racconti, romanzi, serie TV, film. 
Basta pensare all’opera dello scrittore fiorentino Vasco Pratolini: i suoi romanzi, caratterizzati da una scrittura di carattere storico e dal forte impatto narrativo, sono stati oggetti di diverse trasposizione cinematografiche: “Cronaca di poveri amanti” (1954) di Carlo Lizzani,  “Le Ragazze di San Frediano” (1955),  “Cronaca Familiare” (1962) di Valerio Zurlini e “Metello” (1970) di Mauro Bolognini. 
La città di Dante è la cornice ideale per raccontare storie di ogni genere. Sono tante le pellicole del Cinema italiano ambientate a Firenze: da “Incompreso” (1966) di Luigi Comencini alla saga di “Amici Miei” (1975-1985) di Monicelli-Loy.

Serie TV su Firenze

  • Home Game – Calcio Storico (Netflix, 2020)

Il primo episodio di “Home Game”, serie Netflix, è dedicata al Calcio Storico fiorentino (meglio noto come calcio in costume), tradizione secolare.

  • I Medici (RAI, 2016-2019 – disponibile su Amazon Prime Video)

“I Medici”, serie TV prodotta da Lux Vide e Rai Fiction, racconta la storia della famiglia Medici.

  • Il Mostro di Firenze (Fox Crime, 2009)

Nel 2009 Fox Crime produce una miniserie televisiva di sei puntate sulle vicende del Mostro di Firenze. Da citare la partecipazione di Ennio Fantastichini (Renzo Rontini) e di Marco Giallini (Ruggero Perugini). La canzone, in apertura di ogni episodio, è un classico del prog italiano: “Gioco di Bimba” de Le Orme.

  • L’età di Cosimo de Medici (1973)

“L’età di Cosimo de Medici”, miniserie televisiva in tre episodi diretta da Roberto Rossellini, è una fiction di altri tempi, molto vicina come qualità agli sceneggiati RAI anni sessanta-settanta (“Odissea”, “Il Segno del Comando”…). Il regista del Neorealismo italiano, dal 1968 al 1974, realizza diverse cinematografiche e televisive a carattere didattico ed enciclopedico: ritratti di personaggi storici (filosofi, teologi, scienziati) e documentari narrativi su periodi cardine dell’evoluzione della civiltà moderna (es. “La presa del potere da parte di Luigi XIV” del 1966). “L’età di Cosimo de Medici”, serie del 1973, si inserisce naturalmente in questa fase dell’opera del cineasta romano: racconta l’ascesa al potere di Cosimo de’ Medici descrivendo anche il contesto culturale e artistico dell’epoca (il terzo episodio è dedicato all’umanista Leon Battista Alberti).

– Speciale: Leonardo Firenze. Serie tv, sceneggiati sul genio di Leonardo da Vinci

  • Leonardo (2021, RAI Fiction, Lux Vide, Big Light, Sony Pictures Television – disponibile su Amazon Prime Video)

“Leonardo”, co-produzione internazionale ideata Frank Spotnitz e Steve Thompson, è una serie televisiva dedicata alla vita del genio di Leonardo da Vinci. Il cast è stellare: Leonardo da Vinci è interpretato da Aidan Turner, Andrea Verrocchio è Giancarlo Giannini, Piero da Vinci è Robin Renucci, Ludovico il Moro è James D’Arcy ecc. .
La prima stagione (8 episodi) è disponibile su Amazon Prime Video Italia.

  • La vita di Leonardo da Vinci (1971 – produzione RAI, disponibile su RaiPlay)

“La vita di Leonardo da Vinci”, andato in onda nel 1971 e adesso disponibile in streaming su RaiPlay, è uno sceneggiato RAI in cinque puntate: ricostruzione narrativa della storia di Leonardo, partendo dai documenti d’epoca e dagli scritti del genio, studiati approfonditamente dal regista Renato Castellani.

Film ambientati, girati a Firenze

– Film muti ambientati a Firenze:

  • La peste a Firenze nel secolo XV (1919, titolo originale Die Pest in Florenz)

“La peste a Firenze nel secolo XV” (1919), film muto di Otto Rippert con riferimenti al racconto “La maschera della morte rossa” (1842) di Edgar Allan Poe, è sceneggiato da Fritz Lang. Il finale della pellicola è ambientato in una Firenze invasa dalla peste. Il film non presenta inquadrature di grande impatto tecnico-visivo ma contiene in nuce alcuni elementi di sceneggiatura sviluppati da Lang come regista: la cortigiana Julia (Marga von Kierska), una delle protagoniste della storia, ricorda a tratti Maria, la donna tentatrice di “Metropolis” (1927) di Lang.

  • Dante nella vita dei tempi suoi (1922)

“Dante nella vita dei tempi suoi” (1922), film muto diretto da Domenico Gaido e sceneggiato da Valentino Soldani, racconta la vita di Dante Alighieri e alcuni episodi della Divina Commedia. La pellicola, uno delle più lunghe del cinema muto italiano (dura due ore), è stata girata negli stabilimenti cinematografici di Rifredi, quartiere di Firenze.

– Film ambientati a Firenze – dal 1954 a oggi:

  • Cronache di poveri amanti (1954)

“Cronache di poveri amanti” (1954), film vincitore del Prix International al Festival di Cannes del 1954, è una raffigurazione intensa, “neorealista” del quartiere popolare fiorentino di Santa Croce (Via del Corno) sotto il fascismo (1925-1927). Si vede la mano di Carlo Lizzani, maestro del cinema di genere italiano (regista di film come “Svegliati e uccidi” del 1966 e “Banditi a Milano” del 1968), che riesce a trasporre sullo schermo in maniera più fedele possibile il romanzo omonimo di Vasco Pratolini.

  • Le Ragazze di San Frediano (1955)

“Le Ragazze di San Frediano” (1955) è l’esordio alla regia di lungometraggi di Valerio Zurlini: il regista bolognese, dopo una serie di documentari e cortometraggi, dirige una commedia “neorealista” rosa liberamente ispirata al romanzo omonimo di Vasco Pratolini. Le vicende del protagonista rubacuori, Andrea Sernesi detto “Bob” (interpretato da Antonio Cifariello), sono ambientate a Firenze: da Piazza del Carmine a via dei Preti. 

  • Cronaca Familiare (1962)

“Cronaca Familiare” (1962), vincitore del Leone d’oro come miglior film al Mostra del Cinema di Venezia del 1962, è un dramma ispirato al romanzo omonimo e autobiografico dello scrittore fiorentino Vasco Pratolini. Una Firenze malinconica è nobilitata dalla regia di Valerio Zurlini, dalla bellissima fotografia di Giuseppe Rotunno e dall’ottima prova degli attori, con un magistrale Marcello Mastroianni (Enrico).

  • Incompreso (1966)

“Incompreso” (1966), struggente melodramma di Luigi Comencini tratto dal romanzo omonimo di Florence Montgomery, è un lacrima-movie d’autore, uno dei film più belli sull’infanzia. Firenze è la splendida cornice che fa da sfondo alla storia: p.e. la villa del console britannico Duncombe (Anthony Quayle) e dei suoi figli Andrea e Milo si trova in viale del Poggio Imperiale; la scuola di Andrea è in Lungarno Torrigiani.

  • Metello (1970)

“Metello” (1970), ennesima trasposizione su schermo di un romanzo di Vasco Pratolini, è un dramma di Mauro Bolognini, tra il sentimentale e il politico, ambientato a Firenze (via delle Casine, via de’ Malcontenti, via Ghibellina…) con una messa in scena formale perfetta, nel consueto stile del regista toscano. Incantevole la fotografia di Ennio Guarnieri e raffinata la colonna sonora di Ennio Morricone.

  • Saga Amici Miei (I atto del 1975 e II atto del 1982 , III atto del 1985)

La saga di “Amici Miei” è uno dei capisaldi della “commedia all’italiana”: tre atti, i primi due diretti da Mario Monicelli (usciti nel 1975 e nel 1982) e l’ultimo con alla regia Nanni Loy (1985), che raccontano con toni, che vanno dal comico al drammatico, le vicende, le “zingarate” di cinque amici fiorentini: Raffaele Mascetti (Ugo Tognazzi), l’architetto Rambaldo Melandri (Gastone Moschin), il redattore Giorgio Perozzi (Philippe Noiret), Guido Necchi (Duilio Del Prete nel primo atto, Renzo Montagnani dal secondo atto) e il primario Alfeo Sassaroli (Adolfo Celi). Il Perozzi muore nel primo capitolo della saga, ma ricompare tramite i racconti/flashback degli amici anche nel secondo atto.

  • Così come sei (1978)

“Così come sei” (1978), film poco conosciuto di Alberto Lattuada, è un dramma “lolitesco” di ambientazione fiorentina: maturo architetto romano di stanza a Firenze (impersonato da Marcello Mastroianni) si innamora di una ragazza che potrebbe essere sua figlia (Francesca, interpretata dalla bellissima e giovanissima Nastassja Kinski). 
Musiche di Ennio Morricone che riprende “Dance On”, brano già utilizzato dal Maestro per la colonna sonora di “Un sacco bello” (1980) di Carlo Verdone.
Nota: Alberto Lattuada aveva già ambientato a Firenze “La Mandragola” (1965), girato però a Urbino.

  • Ad ovest di Paperino (1981)

“Ad ovest di Paperino” (1981) di Alessandro Benvenuti, film interpretato dal trio de I Giancattivi (Alessandro Benvenuti, Athina Cenci, Francesco Nuti), è una commedia, a tratti surreale e non-sense, ambientata nella Firenze anni ottanta (radio libere, disoccupazione, alienazione giovanile, droghe…). I tre protagonisti – Sandro, Francesco, Marta – girano per Firenze. 
La scalinata dei Bastioni in Piazza Ferrucci, via san Gallo, Piazza Di Madonna Degli Aldobrandini sono solo alcune delle vie, piazze fiorentine che si possono intravedere nel film.

  • Ricomincio da tre (1981)

“Ricomincio da tre” (1981), esordio alla regia di Massimo Troisi ambientato in gran parte a Firenze, è una commedia caratterizzata da un humour riflessivo e malinconico, tipico del comico napoletano. 
Il film racconta le vicende di un timido ragazzo napoletano (Gaetano/Troisi) a Firenze presso una zia paterna. Numerose le location fiorentine: da Piazza di San Giovanni a Ponte a Santa Trinita.

  • Camera con vista (1986 – titolo originale “A room with a view”)

“Camera con vista” (1986 – titolo originale “A room with a view”), film vincitore di tre premi Oscar nel 1987 (migliore sceneggiatura non originale, migliore scenografia e migliori costumi), è l’adattamento cinematografico romanzo omonimo di E.M. Forster. 
Pellicola elegante di James Ivory, formalmente curata: una storia d’amore con “camera su vista” su una Firenze eternamente bella.

  • Un tè con Mussolini (1999)

“Un tè con Mussolini” (1999), film ambientato a Firenze durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, è il racconto semi-autobiografico di Franco Zeffirelli. Il protagonista della pellicola, Luca Innocenti, è l’alter ego del regista fiorentino: il bambino, figlio illegittimo di un mercante di stoffe, cresce circondato da un gruppo di nobildonne inglesi che amano l’Italia e la sua cultura (Mussolini compreso). 

– Film con scene girate a Firenze:

  • Paisà (1946)

“Paisà” (1946) fa parte della Trilogia della guerra antifascista di Roberto Rossellini insieme a “Roma città aperta” (1945) e “Germania anno zero” (1948). Il film è un reportage neorealista, in sei episodi, dell’Italia durante la seconda guerra mondiale. L’avanzamento delle truppe alleate dalla Sicilia al Nord lega i vari episodi, ambientati in Sicilia, a Napoli, Roma, Firenze, nell’Appennino emiliano e a Porto Tolle.

  • Complesso di Colpa (1975 – titolo originale “Obsession”)

“Complesso di Colpa” (1975), thriller “hitchcockiano” di Brian De Palma, è sviluppato sul tema del doppio ricalcando il modello de “La donna che visse due volte” (1958) di Hitchcock. Ambientato tra Stati Uniti e Italia, molte sono le scene girate a Firenze: nel film si (intra)vedono la Basilica di San Miniato al Monte, Piazza della Signoria, Piazzale degli Uffizi, Piazza della Santissima Annunziata, via della Ninna.

  • Sette Note in nero (1977)

“Sette note in nero” (1977), giallo all’italiana parapsicologico di Lucio Fulci, è un film, con una forte componenente thrilling (il più sanguinolento dei gialli del regista romano, prima della fase horror) e un’ottima sceneggiatura di Dardano Sacchetti (già sceneggiatore, nel 1971, del “Gatto a nove code” di Dario Argento e “Reazione a Catena” di Mario Bava). La pellicola racconta le doti extrasensoriali di Virginia (Jennifer O’Neill), moglie di un nobile toscano e gran parte del film è ambientato a Siena e dintorni. La bellissima scena iniziale della visione del suicidio avuta da una Virginia bambina avviene sulla terrazza sotto Piazzale Michelangelo di Firenze.

  • Viaggi di Nozze (1995)

“Viaggi di Nozze” (1995), film a episodi di Carlo Verdone, raccoglie quadretti comico-grotteschi di tre coppie in luna di miele: il barone della medicina Raniero Cotti Borroni e Fosca Quinti (Veronica Pivetti), il coatto Ivano Mancini e Jessica De Maria (Claudia Gerini), Giovannino De Berardi e Valeriana Picconi (Cinzia Mascoli).
Nell’episodio del viaggio di nozze dei due burini romani, Ivano e Jessica, compare Firenze: la coppia pernotta in un hotel con vista sull’Arno. Celebre la frase di Ivano che dal terrazzo dell’albergo cerca lo stadio Artemio Franchi: “Non riesco a individua’ o stadio”.

  • Hannibal (2001)

“Hannibal” (2001), diretto da Ridley Scott, è il sequel de “Il silenzio degli innocenti” (1991) di Jonathan Demme: il serial killer cannibale Hannibal Lecter si rifugia a Firenze dove per un periodo vive sotto falso nome (Dottor Fell) fino a quando non viene scoperto dall’ispettore di polizia Rinaldo Pazzi e ritorna negli Stati Uniti. Numerose le scene con location fiorentina: p.e. il Palazzo Capponi, sede della biblioteca di cui viene nominato curatore Hannibal, è lo Spedale degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata; la sede dell’ordine di polizia con a capo Rinaldo Pazzi è in via degli Strozzi.

  • La meglio gioventù (2003)

“La meglio gioventù” (2003), diretto da Marco Tullio Giordana, racconta trentasette anni di storia italiana (dal 1966 al 2003) narrando le vicende di una famiglia piccolo-borghese romana (la Famiglia Carati). Diverse le scene girate a Firenze.

  • Inferno (2016)

“Inferno” (2016), thriller psicologico, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo bestseller di Dan Brown. Per la terza volta, dopo “Il Codice da Vinci” (2006) e “Angeli e Demoni” (2009), l’attore e regista Ron Howard porta sullo schermo il personaggio letterario creato da Brown, il professore Robert Langdon (Tom Hanks). Il film è girato tra Firenze, Venezia, Budapest e Istanbul. Molte le location fiorentine: da Lungarno Soderini a Piazzale di Porta Romana.

Libri su Firenze: Firenze nella letteratura

  • Firenze e la Divina Commedia di Dante Alighieri

Dante scrive la Divina Commedia (prima edizione originale del 1321) in esilio da Firenze ma il capoluogo toscano più volte viene citato nelle tre cantiche scritte dal sommo poeta: Firenze è ricordata a volte in modo nostalgico («bello ovile ov’io dormi’ agnello» – Paradiso. XXV, 5), e più spesso con intento polemico e spirito sarcastico («Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,/che per mare e per terra/batti l’ali,/ e per lo ’nferno tuo nome si spande!/ Tra li ladron trovai cinque cotali/tuoi cittadini onde mi ven vergogna/ e tu in grande orranza non ne sali.» – Inferno. XXVI, 1-6).

  • La storia di Firenze nei romanzi di Vasco Pratolini

La storia di Firenze dei primi del Novecento vive nelle pagine dei romanzi di Vasco Pratolini. Pratolini (1913-1991) è lo scrittore che meglio di chiunque altro ha saputo narrare la Firenze popolare, partendo dal lirismo autobiografico di “Cronaca Familiare” (1947) per arrivare a “Cronaca di poveri amanti” (sempre pubblicato nel 1947), nel quale racconta con spirito neorealista e quasi da cronista storico (uso del presente storico *1) la quotidianità degli abitanti di un quartiere popolare fiorentino negli anni 1925-26, sotto il fascismo: “piccole o grandi storie colte negli attimi essenziali” (*2). La Firenze popolana è protagonista anche del più spensierato “Le ragazze di San Frediano” (1949) e di “Metello” (1952).

(*1) «Io ho impostato tutta questa narrazione, o quasi sul presente storico. Avevo l’esigenza di battere un tempo sempre diretto, l’evidenza appunto della della “cronaca” e mi propongo di  il resultato di condurre il lettore alla scoperta del racconto come se questo accadesse sotto i suoi occhi, come se lui lettore lo costruisse, per cui un’ora viene dietro l’altra col suo mistero d’avvenire e non si sa mai un minuto prima “ciò che ci aspetta”: la grande dimensione, nuova e diretta, che secondo me ha recato all’arte il cinematografo».

(da una Lettera di Pratolini del 14 marzo 1946 al poeta, critico d’arte fiorentino Parronchi – pubblicata in “Lettere a Sandro”, a cura di Alessandro Parronchi, Firenze, Polistampa, 1992, p.148)

(*2) Ivi, p.32

I romanzi fiorentini:
– Cronaca Familiare (1947, romanzo autobiografico)
– Cronache di poveri amanti (1947)
– Le Ragazze di San Frediano (1949)
– Metello (1952)

I cinque musei dove conoscere la storia di Firenze

La storia di Firenze rivive nei secoli dei secoli, grazie al patrimonio artistico conservato nei musei cittadini. Gran parte del merito va ad Anna Luisa de’ Medici, ultima discendente della famiglia Medici, che nel 1737 sigla il Patto di Famiglia con Francesco Stefano di Lorena. Con la stipulazione di questo contratto le collezioni d’arte dei Medici vengono consegnate al nuovo Granduca rimanendo però vincolate per sempre alla città di Firenze e allo Stato di Toscana, “La Serenissima Elettrice cede, da e trasferisce al presente a S.A.R. per lui e i suoi successori Gran Duchi tutti i mobili, effetti e rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo fratello, come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose, siccome le sante reliquie, che S.A.R. si impegna a conservare, a condizione espressa che di quello che è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dello Stato del Gran Ducato”.

  • Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è il simbolo del potere, del governo granducale dei Medici che lo acquistano nel 1550. 
È sede oggi di un complesso museale maestoso: il Tesoro dei Granduchi al piano terreno, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Imperiali e Reali al piano nobile del Palazzo, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume al secondo piano.
Palazzo Pitti è un connubio perfetto di arte e storia:
Il Tesoro dei Granduchi, precedentemente conosciuto come “Museo degli Argenti”, ospita una ricca collezione di arti decorative (vasi in pietre dure, cristalli di rocca, ambre e avori, gioielli). 
La Galleria Palatina è un piccolo tesoro d’arte collezionato dalla famiglia Medici: opere di Raffaello, dipinti di Tiziano, Tintoretto, Caravaggio e Rubens. Gli Appartamenti Imperiali e Reali testimoniano, invece, secoli di fasto e splendore: Medici, Lorena, Casa Reale Savoia.
Nelle sale Galleria d’Arte Moderna, in passato residenza dei Lorena, trovano spazio dipinti e sculture dal Neoclassicismo agli anni Trenta del Novecento.

  • Museo dell’Opera del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo riunisce in un unico spazio museale opere provenienti dal Duomo, dal Battistero e Campanile di Giotto. 28 sale su tre piani per (ri)scoprire le opere più belle del Rinascimento fiorentino: p.e. la statua di Bonifacio VIII di Arnolfo di Cambio, la Maddalena Penitente di Donatello, la Cantoria di Luca della Robbia o la Pietà Bandini di Michelangelo.

  • Museo delle Cappelle Medicee

Il museo delle Cappelle Medicee, parte del complesso religioso della Basilica di San Lorenzo, custodisce le tombe di componenti della famiglia Medici: p.e. le tombe di Giuliano e Lorenzo de’ Medici nella “Sagrestia Nuova” di Michelangelo o le tombe dei Granduchi nella Cappella dei Principi a opera di Matteo Nigetti.

  • Museo di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio è da sempre sede del potere civile di Firenze: in origine è il palazzo del Consiglio della Repubblica di Firenze dei Priori (i rappresentanti delle Arti Maggiori), per poi diventare il Palazzo della Signoria e “Ducale” –  residenza del duca Cosimo I de’ Medici – dal 1540 al 1565. 
Dal 1865 al 1871, con Firenze Capitale del Regno d’Italia, è sede del Parlamento. Oggi, invece, ospita il Sindaco di Firenze e alcuni uffici comunali. 
Il Museo di Palazzo Vecchio comprende le sale pubbliche (Salone dei Cinquecento, Sala dei Duecento, Sala dei Gigli e sala dell’Udienza) e i Quartieri Medicei (quartiere degli Elementi e quartiere di Eleonora).

  • Museo Leonardo Firenze

Il Museo Leonardo Da Vinci a Firenze è interamente dedicato al genio di Leonardo. Ospita riproduzioni delle macchine vinciane.